Allattamento - Stancamente Mamma

Vicino al cuore delle mamme: intervista a Marilena Rosati, esperta di allattamento

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In questo periodo accendo poco la televisione, un po’ per tentare di sfuggire alle notizie di cronaca di questo anno e mezzo, un po’ perché non ho molto tempo. Per un caso totalmente fortuito la domenica della Festa della Mamma il mio televisore era sintonizzato sul Tg5 e mi sono imbattuta per puro caso in una donna che ha attirato immediatamente la mia attenzione.
Occhi luminosi, sorriso aperto, la Dott.ssa Marilena Rosati raccontava di allattamento e di bisogni delle mamme con una serenità, frutto di anni di esperienza sul campo e con una dolcezza tali che non ho potuto fare a meno di smettere di fare quello che stavo facendo e di starla a sentire.
Poi il servizio si è concluso, la mia giornata è andata avanti e io mi convincevo sempre di più che avrei voluto intervistarla e conoscere il suo punto di vista sulle mamme di oggi, sulle famiglie e sulle principali difficoltà dei neo-genitori.
E così ho fatto, l’ho cercata per un intervista e mi ha risposto con la stessa cordialità e calore che mi avevano da subito colpita.
Ed eccola qui Marilena Rosati, un punto di riferimento per le mamme di Rieti e dintorni. Dopo anni di lavoro presso l’Ospedale di Rieti San Camillo de Lellis una volta andata in pensione la nostalgia per il suo lavoro l’ha portata nel 2012 a dare vita al progetto, “Il Salotto di Zia Marilena“, un punto di ritrovo unico e prezioso in cui Marilena mette a disposizione a titolo gratuito tutta la sua esperienza accogliendo mamme e bambini.

Mamme: come sono cambiate e quali sono oggi le loro principali difficoltà

Nel gruppo di Stancamente Mamma affrontiamo ogni giorno tematiche legate alla maternità e a tutte le sue sfumature, anche quelle “meno raccontate” dai media e dalla pubblicità, che troppo spesso ritraggono e raccontano le mamme in modo molto parziale. Sui social media fanno capolino immagini di donne sorridenti, di case perfette, di vacanze da sogno, ma toccando quotidianamente con mano i racconti delle mamme e ascoltando la loro voce diretta mi sono resa conto per prima che la realtà è molto più complessa, spesso caotica e più difficoltosa.
Da figlia unica e da neo-mamma totalmente inesperta ho avuto la mia prima doccia fredda con l’allattamento, quando credevo fosse semplice, innato e “naturale” e per tanti motivi ho dovuto rinunciarvi. Da neo-mamma senza amiche con figli mi sono imbattuta in solitaria nelle prime difficoltà e con un senso di “inadeguatezza” che anni dopo riconosco come assolutamente “normale” ma che all’epoca mi ha fatto sentire in colpa e molto spesso non all’altezza della situazione.
Con Marilena ho voluto parlare proprio di questo: di mamme, di solitudine, di senso di inadeguatezza e la sua preziosa testimonianza ha confermato l’opinione che mi sono fatta in questi anni: la società pensa ancora troppo poco alle mamme.

Il Salotto di Zia Marilena: dove le mamme entrano piangendo ed escono ridendo

Come sono cambiate mamme e papà di oggi?
Oggi è cambiato tutto, è cambiata la società. Le donne del passato avevano il primo figlio a vent’anni e vivevano in famiglie matriarcali, nel bene e nel male non erano mai sole. Ora l’età si è spostata molto in avanti, e le donne si fanno un opinione sulla maternità con corsi preparto teorici e mediante il Web: manca totalmente il lato pratico. Per fare un esempio ci sono mamme che non hanno mai preso un bimbo in braccio e cambiato un pannolino.
A questo si aggiunge il fatto che a casa non ricevono più lo stesso supporto di un tempo, spesso sono sole o affiancate da familiari che non solo propinano loro conoscenze superate, ma che in un momento delicato come il posparto le fanno sentire inadeguate e giudicate mandandole ancora più in crisi.
L’aspetto positivo è che anche gli uomini sono cambiati: se nel passato non prendevano nemmeno un neonato in braccio ora partecipano ai corsi, supportano la donna e sono diventati elementi assolutamente fondamentali.
Quali sono le principali difficoltà nell’allattamento e come si possono superare?
La principale è la scarsa fiducia in se stessa della donna, una fiducia che viene spesso minata dai pediatri che alle prime difficolta demoralizzano le mamme. Appena le mamme hanno il sospetto che il latte non sia sufficiente perdono totalmente fiducia e la tentazione di mollare tutto è forte.
La seconda è l’attacco sbagliato, che provoca dolorose ragadi. Se anche in questo frangente  le donne non ricevono un supporto adeguato possono iniziare a credere che la situazione sia senza via di uscita.
Al Salotto mi occupo di fornire un sostegno anche in questo senso per avviare l’allattamento in modo corretto. Il più grande supporto rimane comunque quello psicologico: gli ormoni dopo il parto provocano instabilità emotiva e basta poco che la mamma pianga. Ma non solo, il sollievo deriva anche dalla condivisione con le altre donne, altro elemento chiave. Ascoltare esperienze di altre mamme e scoprire come hanno gestito e superato i loro problemi può essere di aiuto e conforto.
Un altro possibile scoglio è dato dalla scarsa produzione di latte: a quel punto suggerisco rimedi naturali in compresse e di  integrare all’alimentazione i finocchi cotti, ad esempio, e di bere molto.
Non bisogna dimenticare che il neonato non distingue il giorno dalla notte, quindi di giorno bisogna provare a svegliarlo con molta delicatezza e piano piano dargli il ritmo giusto. La sera inoltre, ed è curioso come non si sia mai trovata una causa certa, il neonato spesso si agita e piange in preda alle cosiddette “coliche”, quindi affrontiamo insieme tutti questi aspetti.
Con le mamme instauro un rapporto di fiducia, le accolgo nel Salotto e le ascolto, faccio domande sulla loro giornata, dando loro il tempo di raccontarsi. E siccome allattare è impegnativo, e le mamme lo fanno 7/8 volte al giorno, innanzitutto le faccio accomodare su una poltrona in cui possano rilassarsi con cuscini e poggiapiedi, perché anche la comodità non va sottovalutata e se la donna ha un ingorgo la aiuto con docciature calde.
Se ha ragadi si corregge l’attacco e si dà un supporto con vitamina E.
Consiglio sempre infine di non coprire troppo i neonati quando si allatta perché già il corpo della mamma emana calore.
Che cosa aspettarsi quando si diventa mamma?
Un primo mese tutto in salita, in cui conoscere il bambino. E poi una discesa. Un primo mese in cui se ci sono difficoltà è bene affidarsi a una figura professionale e proseguire con quella, in modo da evitare di confondersi con troppi pareri.
Ci vuole tempo per entrare in simbiosi e la mamma ha bisogno del massimo supporto materiale per poter concentrarsi sul neonato, provando a riposare quando dorme il bambino: è curioso come in Africa i parenti si trasferiscano a casa della mamma per aiutarla in ogni modo, qui invece vanno a casa a dare giudizi.
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Cerco un’erede, ma non si trova. Porterò avanti il Salotto con la passione di sempre con uno sguardo a chi ha più bisogno.
Con le donazioni ricevute in Salotto ogni sei mesi mando 1.000 euro a Suor Felicite per costruire un ospedale per bambini in Burkina Faso, un progetto a cui credo tantissimo.
“Sa una cosa?” La notte di Natale una mamma mi ha chiamato disperata con un ingorgo. Alle cinque l’ho fatta venire a casa, le ho preparato la colazione e l’ho aiutata con l’ingorgo: le mamme da me entrano piangendo ed escono ridendo.
Se non fossimo state al telefono Marilena avrebbe visto che a sentire questo racconto una lacrima è scesa anche a me.
Immagino quella luce accesa nella notte di Natale, la sua voce squillante e suo il sorriso luminoso.
Al di là di tutto, è di questo di cui le mamme hanno bisogno, altre donne che con delicatezza e pazienza in certi momenti le prendano per mano. L’amore è da sempre il segreto di tutto.

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