Lettera ad una neomamma

Lettera ad una neomamma

1024 857 Stancamente Mamma
Cara mamma,
non sono lì ma mi sembra di vederti, con il sorriso un po’ stentato di chi si sente spaesata.
Sì lo so già, non hai voglia delle ennesime parole melense e non hai nemmeno troppo tempo da perdere a leggere una filippica su quanto sia meraviglioso avere un figlio.
Lo è, ma ora è di te che stiamo parlando e di come ti senti, probabilmente non esattamente come ti avevano raccontato, o forse solo in parte.
Forse ti hanno detto quello che raccontano un po’ a tutte: che quando l’avresti stretto tra le braccia non ti saresti mai più sentita sola e che avresti saputo per istinto che cosa fare (leggi l’articolo “Le mamme sanno sempre che cosa e bene per i figli?”)
Invece lo guardi negli occhi e per la prima volta in vita tua hai paura di non essere all’altezza della responsabilità di quella piccola e immensa vita tra le mani.
E poi c’è tutto il resto, il corpo che è cambiato e la fatica, quella vera. Quella per la quale ti svegli più stanca di quando sei andata a dormire, quella per cui pagheresti qualsiasi cifra per una notte di sonno, quella per cui qualche volta ti senti crollare. Quella è una fatica che offusca anche la felicità più grande e stai scoprendo sulla tua pelle che anche questo è un enorme tabù di cui nessuno parla volentieri. Il perchè non te lo so dire, ma è così.
E alla fine, ci sono i pensieri e le domande. Perché i nove mesi prima ti sei sentita al centro dell’attenzione, ma poi l’attenzione si è spostata e anche questo succede all’improvviso.
So anche che quando ti domandano come stai rispondi bene, ma quando non è così hai paura ad ammetterlo perfino a te stessa, perchè ti senti un ingrata se non sei sempre felice davanti a un dono così grande.
Bene, voglio dirti che anche se nessuno te l’aveva detto (leggi l’articolo : “Il corso preparto e l’inganno di quello che non c’è“)
, tutto questo fa parte dell’enorme cambiamento che stai affrontando e i grandi momenti di passaggio della vita non sono sempre indolori, diciamo che non lo sono quasi mai.
Voglio dirti che non oggi e nemmeno tra un anno forse, ma dormirai ancora e non ti sembrerà vero. E non sarà perché hai scovato trucchi magici o scoperto chissà quale segreto, ma semplicemente perché sta crescendo ed è così che deve andare.
Voglio dirti che sarà faticoso, molto faticoso, ma che sei in grado di affrontare la fatica, perché noi donne davanti ai grandi amori tiriamo fuori risorse che non avremmo mai immaginato di avere.
Voglio dirti che sobbalzerai di paura alla primo febbrone e al primo ginocchio sbucciato. Che in certi momenti ti farà innervosire come nessuno al mondo e come nessuno al mondo con un abbraccio ti farà sentire la più amata tra gli esseri umani.
 
Voglio dirti che ti scoprirai piena di contraddizioni: avrai voglia di solitudine e un momento dopo ti chiederai che cosa sta facendo. Che un giorno sarai entusiasta dei tuoi e dei suoi progressi e il giorno dopo sarai ancora piena di dubbi.
Voglio dirti che ho capito che fa parte del gioco e se l’avessi saputo prima anche io avrei preso tante cose con la leggerezza di chi sa che nulla è per sempre, nemmeno la stanchezza.
Anche quelle manine paffute e quegli occhietti che non smettono di cercarti un giorno perderanno quella magia e quell’innocenza con cui ti osservano oggi.
Allora, prova a sorridere dei tentativi non riusciti, delle giornate storte e di tutto quello che non è come credevi. E soprattutto, perdona te stessa di non essere perfetta.
Niente è più perfetto dell’amore che hai per lui.

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