La stanchezza tira fuori il peggio di noi? Forse si può superare

1024 683 Stancamente Mamma
Da quando ho aperto questo spazio noto ogni giorno che ci sono tematiche ricorrenti, dalla stanchezza, alla mancanza di aiuti, alle figure di riferimento che sanno solo dare consigli senza muovere un dito, al carico mentale dato da bambini, lavoro, gestione della casa, varie ed eventuali.
L’aspetto più critico della questione è che la stanchezza, fisica ma anche mentale, ci da la percezione di essere genitori peggiori, perché ci rende più irritabili, meno positivi, meno pazienti, in buona sostanza meno ottimisti.
Si prova a gestire ogni giorno quasi sempre in solitaria un carico abbastanza oneroso e ci sono giorni in cui il malumore ci rende irritabili con i figli, per poi farci sentire irrimediabilmente in colpa.
E siccome anche il senso di colpa è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno, vale la pena provare a cercare qualche strategia per rendere le dinamiche familiari più fluide e ridurre al minimo i momenti critici.

La base dell’appagamento in famiglia? La qualità delle relazioni

Bene, penserete, ecco la scoperta dell’acqua calda. Detta così sembra semplicemente una banalità, ma molto probabilmente lavorare su se stessi in primis e di conseguenza sul costruire relazioni che “funzionino” è il primo passo per sentirsi persone e genitori appagati, in grado di reagire in modo costruttivo alle difficoltà di ogni giorno.
Una soluzione semplice e alla portata di tutti ovviamente sarebbe pura utopia, ma riflettere su se stessi, è un primo passo per cambiare.
Da quando sono mamma non c’è giorno in cui non mi sia chiesta se sto facendo del mio meglio, se sono in grado di capire mio figlio e di rivolgermi a lui in modo efficace ma rispettoso, se quando fa qualcosa che non dovrebbe mio marito ed io riusciamo a dimostrarci sereni ma compatti nel farglielo capire.
Mi ha aiutato e mi aiuta molto leggere, non tanto per trovare “ricette miracolose” ma per avere spunti che mi facciano riflettere e mi ha aiutato “Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni“, che ho comprato tempo fa ma ho letto con più attenzione ultimamente, soprattutto quando approfondisce il tema della genitorialità rispettosa.
In poche parole, non si può pretendere rispetto quando lo stesso rispetto non si dà ai figli o pretendere che i figli arrivino serenamente a tappe “critiche” come l’adolescenza, momenti di crescita in cui il dialogo e la fiducia sono forse lo strumento più potente per superare le crisi, quando manca un rapporto solido con il genitore. Un conto è comandare incutendo paura, un conto è insegnare ai figli a rispettare le regole.
Questi sono i consigli, che personalmente ho trovato utili e cerco di applicare nella vita di ogni giorno: non sempre si riesce, ma sicuramente vale la pena provarci.
Mamme.... sapete davvero cosa è meglio per i figli

5 consigli utili

1) Provare a capire il perché dei comportamenti dei nostri figli
Prima di criticare un comportamento in automatico proviamo a capire da che cosa scaturisce.
Resteremo meravigliati da quante volte giudichiamo e quanta differenza faccia mettersi nei panni del bambino: questo significa mettere in pratica l’empatia.
2) Ad ogni emozione, il suo nome
Aiutare il bambino a capire le emozioni altrui, e allo stesso tempo identificare insieme le sue: “La tua amica era arrabbiata? Che cosa pensi di quello che è successo”? evitando con cura il giudizio: “Non avrebbe dovuto fare così, non ci si arrabbia per questi motivi ecc”.
Accogliere le emozioni senza etichettarle negativamente come “capriccio” fa sentire i bambini accolti e rispettati.
3) Leggere libri che abbraccino tutte le emozioni
Lettura, lettura, lettura. Gli studi dimostrano che leggere libri che sappiano raccontare le emozioni, incluse quelle negative e spiacevoli, aiuti i bambini a comprenderle, padroneggiarle ed elaborarle. Questo farà capire loro che con i giusti strumenti anche le difficoltà si possono superare.
Affrontare la realtà in modo trasparente e onesto, con un linguaggio alla portata dei piccoli ma il più possibile sincero, migliorerebbe la comprensione delle situazioni e quindi l’empatia.
4) Migliorare le relazioni significative
L’uomo è un “essere sociale” e la qualità delle relazioni è la base della soddisfazione personale e della felicità, vale la pena lavorare ogni giorno per migliorarle, per imparare a lasciar correre e perdonare gli errori altrui. I più piccoli non apprenderanno dai grandi discorsi ma dall’esempio, crescendo di fianco a genitori sereni e in grado di instaurare relazioni costruttive con il prossimo.
5) Non nascondere la fragilità
Per crescere e provare a insegnare a superare gli inevitabili ostacoli della vita bisogna fare i conti con le proprie fragilità, riconoscerle, fare pace con i nostri deboli e provare a piccoli passi a superarle.
Accettare le fragilità dei bambini, le paure, senza giudizio e non avere paura a mostrare le proprie favorirà la fiducia che i bambini hanno non solo di loro stessi ma degli adulti di riferimento

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